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INSIDE PREMIER - Guardiola umilia Sarri. Tris Liverpool. Lo United sa solo vincere

condividi su facebook condividi su twitter 11-02-2019

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INSIDE PREMIER - Guardiola umilia Sarri. Tris Liverpool. Lo United sa solo vincere

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - Sfida a senso unico all'Etihad Stadium di Manchester, dove Guardiola impartisce una severa lezione a Sarri. I Citizens passano subito in vantaggio al 4’: la difesa del Chelsea si addormenta su una punizione battuta velocemente da De Bruyne, Bernardo Silva mette dentro un traversone e Sterling col piattone insacca l’1-0. All’8 Aguero sbaglia un gol clamoroso a porta vuota, non trovando di piatto lo specchio della porta sull’assist perfetto di Silva. Tuttavia il Kun si fa perdonare l’errore al 13’: destro a giro sotto l’incrocio dei pali dai 30 metri su cui Arrizabalaga non può proprio fare nulla. Il City non ha alcuna intenzione di fermarsi e al 19’ serve il tris: David Luiz rinvia male di testa, Barkley prova una specie di retropassaggio al portiere che però diventa un assist perfetto per Aguero che non sbaglia. I Blues sono completamente nel pallone. Al 25’ Gundogan infila l’angolino basso dal limite dopo un errore in disimpegno da parte di Rudiger. 4-0 dopo nemmeno un terzo di partita. L’unico segnale di vita del Chelsea arriva al 38’ con un missile di Higuain sul quale però Ederson si supera deviando sopra la traversa. L’avvio di ripresa segue il copione del primo tempo. Aguero colpisce di testa in pieno la traversa su un cross di De Bruyne. Al 56’ è lo stesso attaccante argentino a trasformare il rigore assegnato dall’arbitro, per fallo di Azpilicueta su Sterling, mettendo così a segno la sua tripletta personale. Subito dopo Guardiola gli concede la meritata standing ovation, sostituendolo con Gabriel Jesus. La serataccia per Sarri si completa all’80’: assist di Zinchenko che permette a Sterling di depositare in rete la propria doppietta. I Blues, letteralmente umiliati, scivolano al quinto posto, a pari merito con l’Arsenal, fuori dalla zona Champions. Il City torna in testa alla classifica, anche se con una partita disputata in più rispetto al Liverpool.

Il Tottenham batte per 3-1 un coriaceo Leicester dopo una partita per nulla facile e si mantiene vicino alla vetta della Premier League. Sanchezporta in vantaggio gli Spurs al 33', poi Lloris para un rigore a Vardy e Eriksenraddoppia (63'). Il 2-1 dello stesso Vardy (76') fa però giocare gli ultimi minuti in apnea agli uomini di Mauricio Pochettino, prima del 3-1 di Heung-Min Son che chiude la partita al 91'.

Comincia la due giorni che vede gli allenatori italiani sfidare Manchester. Domenica toccherà a Sarri nel big match tra City e Chelsea, ma prima c'è Fulham-United. Una partita amara per Claudio Ranieri, perché al Craven Cottage i Red Devils danno lezione di calcio e vincono 3-0. Ranieri contro Solskjaer è anche il duello tra chi deve scalare una montagna per salvarsi e chi è già a buon punto nel percorso di risalita: il norvegese è stato eletto manager di gennaio della Premier League. Nel Manchester sono titolari Lukaku e Mata, fanno loro posto Rashford e Lingard. In difesa, Smalling torna dal 1' dopo due mesi, mentre a destra gioca il classe '99 Dalot. Ranieri punta su un 4-2-3-1 con Babel e Schürrle larghi e Vietto dietro a Mitrovic, per tentare di far male allo United. Nel primo tempo c'è il riassunto della stagione dei Cottagers: gioco propositivo, poca produttività, e difesa-colabrodo. E così, al 15' Le Marchand esce altissimo sul portatore di palla e lascia un buco in mezzo, in cui si infila Pogba che su assist di Martial trova un missile sul primo palo che Rico fa in tempo solo a guardare finire in rete. Passano otto minuti e Martial si mette in proprio: il francese parte dalla sua metà campo, salta nettamente Odoi e Le Marchand e si presenta davanti a Rico, trafiggendolo per il 2-0. Due tiri, due gol, niente di nuovo per il Fulham che con questa partita subisce 58 reti in campionato: la difesa di Ranieri è nettamente la peggiore del campionato. E al Craven Cottage si sentono solo i tifosi ospiti, che cantano il classico “You're my Solskjaer, my Ole Solskjaer”. Il Fulham ha l'ulteriore demerito di uscire dalla partita: De Gea si sporca i guanti solo al 44', impensierito da una conclusione di Chambers. Il primo tempo finisce 2-0 per il Manchester. Lo United nel secondo tempo pensa a gestire, anche se tende a specchiarsi troppo. Tira poco in porta e Lukaku non fa molto movimento. Ci vuole un calcio di rigore assegnato per fallo su Mata per chiudere la partita: al 65' Pogba realizza dal dischetto per il tris. I minuti conclusivi servono solo a Rico per contenere il passivo contro Alexis Sanchez, entrato per Martial. Il Fulham con la testa è sotto la doccia e lo dimostra anche Babel che da 50 centimetri a porta vuota è capace di prendere il palo. Sul Craven Cottage comincia a piovere: sulla stagione del Fulham, penultimo a 17 punti, si teme il diluvio. Tutt'altra aria si respira dalle parti del lanciatissimo Manchester United: Solskjaer conquista il decimo successo su undici panchine e sale a 51 punti, che vuol dire quarto posto in classifica, in attesa dell'altra sfida italiana a Manchester.

Serviva una vittoria al Liverpool di Jurgen Klopp, dopo i due pareggi consecutivi che avevano fatto rientrare il Manchester City sulla capolista, raggiunta a quota 62 punti. Fondamentale quindi battere il Bournemouth e a Anfield arriva la migliore risposta possibile: un 3-0 senza storie. La partita appare imballata per i Reds, che addirittura rischiano in apertura di match: Alisson dice no a Fraser, presentatosi solissimo davanti a lui. Firmino spreca una palla incredibile al 12' e sembra un altro pomeriggio stregato per il Liverpool, che stavolta però trova la giusta scossa e passa al 24', quando il cross di Milner dalla destra trova Mané pronto a incornare in rete (in posizione di fuorigioco che l'arbitro non ravvisa). Insistono i padroni di casa: al 27' l'azione corre da Firmino a Wijnaldum, con Salah che però svirgola clamorosamente la conclusione. Trenta secondi dopo Milner fa urlare la Kop al gol, ma colpisce solo l'esterno della rete. Il raddoppio è comunque nell'aria e arriva al 34': perde palla sotto pressione Jordon Ibe, il Liverpool riparte e Robertson pesca Wijnaldum in area, l'olandese si inventa una spettacolare palombella e mette la partita in cassaforte. C'è spazio anche per una paratissima di Boruc su Salah prima dell'intervallo, ma già a inizio ripresa arriva il 3-0: è il 48', Keita lancia Firmino che corre nello spazio, tacco sontuoso per Salah che arriva a rimorchio e con il rasoterra non lascia scampo a Boruc. Il Liverpool non perde mai il controllo delle operazioni e sfiora più volte il poker (Mané sbaglia mira con un colpo di testa, Salah colpisce una clamorosa traversa, Boruc para da campione su Firmino). Solo al 93' gli ospiti ci provano con Solanke che sfiora il palo. Troppo poco per impensierire la ritrovata capolista.

L'Arsenal vuole mettersi alle spalle la brutta sconfitta sul campo del Manchester City e che i Gunners facciano sul serio si capisce già nei primi minuti, con un gioco avvolgente che non lascia ai padroni di casa nemmeno il tempo di ragionare. Poi inizia a rendersi pericoloso: Lacazette spreca su un ottimo servizio di Guendouzi, Iwobi sbaglia mira con la volée di prima intenzione. Poi, al 16', è proprio lui a timbrare il gol del vantaggio ospite con un gran destro al volo su assist di Kolasinac. Ma nell'occasione la complicità di Hamer è evidente. L'Huddersfield si infuria per un tocco di mani di Koscielny in area che l'arbitro non giudica falloso, quindi a pochi secondi dall'intervallo arriva il 2-0: Mkhitaryan sfugge al controllo di tre marcatori, apre sulla destra per l'inserimento di Maitland-Niles e sul crosso di quest'ultimo Lacazette non ha problemi a depositare in rete. E' il 44' e la partita di fatto è già finita: nella ripresa Diakhaby impegna due volte Leno, Iwobi potrebbe addirittura triplicare ma stavolta Hamer risponde presente. Negli ultimi dieci minuti l'Huddersfield cerca con insistenza il gol del 2-1: Depoitre sbaglia mira, poi Leno gli dice di no, Diakhaby si vede salvare un pallone pazzesco sulla linea, poi è lui a far partire l'azione che al 94' provoca l'autogol di Kolasinac. Ma è troppo tardi per riaprire la partita, che l'Arsenal si aggiudica senza troppi tremori.

A Vicarage Road si gioca per quel settimo posto che può valere anche l'Europa tra Watford ed Everton. Il primo squillo della partita è dei padroni di casa, con Pickford che si supera e alza il pallone sopra la traversa dopo la sassata di Capoue. Viene poi imitato dal collega Foster sui tentativi di testa di Keane e Zouma. L'Everton gioca ma non affonda e Deulofeu per poco non beffa i Toffees. La ripresa si apre quindi con la clamorosa traversa colpita da Sigurdsson, ma dopo aver trattenuto il fiato il Watford si getta tutto in avanti: gli Hornets collezionano calci d'angolo, poi Pickford è addirittura strepitoso su tentativo dell'ex romanista Holebas. Il portiere della nazionale capitola però al 65', quando Gray va in rete approfittando dell'assist di Hughes. L'Everton è anche sfortunato e trova la seconda traversa della partita sul calcio di punizione all'84' di Digne. Ma i tre punti vanno al Watford, così come le speranze di raggiungere il Wolverhampton e la possibile Europa League.

Parte forte il Crystal Palace in uno dei tanti derby londinesi di Premier League, ma quando il West Ham accelera fa male: Michail Antonio impegna Guaita, che poi si ripete su Snodgrass. McArtur fa sperare i Glaziers, ma Fabianski gli dice di no. Poi il West Ham accelera e riesce a portarsi in vantaggio: il Chicharito Hernandez si vede negare un gran gol da un pazzesco salvataggio in scivolata, poi è il goffo intervento di Van Aanholt a regalare agli Hammers il rigore che Noble trasforma al 27. Il Palace reagisce, ma Fabianski c'è e ipnotizza Benteke. McArthur manca di poco la porta, lo stesso capita sul tiro di Batshuayi ottimamente servito da Van Aanholt. Al 76' è quindi Zaha a trovare il giusto 1-1, con un tiro che beffa Fabianski anche grazie a una deviazione.


Succede tutto negli ultimi venti minuti, che infiammano una partita fino a quel momento piuttosto avara di emozioni tra Southampton e Cardiff. Gli ospiti si portano avanti al 70' con Sol Bamba, molto lesto sugli sviluppi di un corner. Etheridge nega il pareggio a Valery autore di un'azione con dribbling sontuoso, ma deve capitolare al 91', quando Stephens fa 1-1 grazie a una zampata sottomisura su calcio d'angolo calciato da Austin. I gallesi però vogliono i tre punti e li trovano al 93' con Zohore, che risolve nel migliore dei modi una mischia in area: il pallone rotola verso il palo e poi si infila in rete, regalando la vittoria agli ospiti.

 

 

Fonte: INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI

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