Con un po più di cattiveria... ma siamo lì!

condividi su facebook condividi su twitter 12-12-2017

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Con un po più di cattiveria... ma siamo lì!

ROMA (4-3-3) - Alisson 6; Bruno Peres 6, Fazio 6, Juan Jesus 6, Kolarov 6,5; Nainggolan 6,5, Gonalons 5,5, Strootman 5 (80' Ünder sv); Gerson 5,5 (64' Dzeko 5,5), El Shaarawy 5, (74' Perotti sv), Schick 5,5. A disp.: Skorupski, Lobont, Florenzi, Manolas, Moreno, Castan, Nura, Emerson, Pellegrini. 

All.: Di Francesco 6

La Roma scende al Marcantonio Bentegodi di Verona con i favori del pronostico, ma un Chievo scottato dalla prestazione della giornata precedente in quel di San Siro, si fa trovare molto più agguerrito ed attento, specialmente in fase difensiva.

Dopo il record di vittorie consecutive in trasferta, la Roma si trova a dover rinunciare ai 3 punti per la seconda partita in trasferta consecutiva.

In campo il solito 4-3-3 dei giallorossi, però con un attacco molto inedito.

Schick punta centrale, Gerson a destra ed il Faraone a sinistra. In mezzo al campo, Gonalons a dare ordine, affiancato da Nainggolan e Strootman, dietro Peres ritrova una maglia da titolare con Kolarov nella sua posizione naturale e Fazio e J.Jesus centrali.

Nonostante molti errori iniziali in fase di disimpegno,  in avvio la Roma prende come al solito campo tenendo la squadra molto corta nella metà campo scaligera.

Il Chievo è molto bravo a scalare in zona palla difendendo spesso e volentieri con una linea a 5 utilizzando spesso De Paoli in ripiegamento su El Shaarawy.

Gonalons in fase di possesso è guardato a vista da Birsa, le due punte venete esercitano un buon pressing cercando di mandare la giocata iniziale dei giallorossi sugli esterni.

Una Roma padrona del campo in termini di possesso e supremazia territoriale con indice di pericolosità che a fine gara vedrà moltissime conclusioni verso la porta, conclusioni però abbastanza sterili rispetto a quanto creato.

Ma la cosa che va all’occhio, è la quantità di palloni giocati sulla fascia e vicino alla bandierina da parte di Strootman e Nainggolan, forse troppi, troppe volte a sostituire il lavoro di El Shaarawy e Gerson, mancando cosi spesso e volentieri nelle azioni di attacco, non andando a rimorchio sui palloni passati all’interno dell’area di rigore clivense con una assenza pesante a supporto di uno Schick sempre attorniato dai centrali avversari.

Il secondo tempo della Roma è un po’ diverso dal primo con più intensità da parte della catena di destra. Il Chievo si schiaccia sempre di più a protezione della sua area ed i giallorossi a causa di un po’ di imprecisione e di un Sorrentino in giornata di grazia non riescono a trovare il vantaggio.

Di Francesco capisce che è ora di fare qualche cambio e inserisce il pezzo pesante Dzeko, lasciando in campo Schick e Perotti al posto di uno spento El Shaarawy. Dall’altra parte, Maran, da buon marpione inserisce Dainelli per infoltire ulteriormente l’area di rigore passando ad un 3-4-1-2.

Nel finale, fuori Strootman per Under per cercare il rush finale e dare un po’ di vivacità, passando ad un 4-2-3-1 necessario per cercare soluzioni sia centrali sia sugli esterni.

Una Roma che non riesce a sfruttare i 13 calci dalla bandierina a suo favoreci prova fino alla fine senza la cattiveria giusta sotto porta ed evidenziando parecchi errori in fase di rifinitura, sia all’interno dell’area, sia sugli esterni.

Finisce anche il secondo tempo e Di Francesco e Co. portano via solamente un punto, restando comunque a ridosso delle prime posizioni.

A cura di Claudio Cappioli per il gruppo Facebook "Romanamente Stupendi"

Fonte: A cura di Claudio Cappioli-Romanamente Stupendi

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