Pillole di saggezza

"E' la stampa, bellezza. E tu non puoi farci niente". O forse sì?

condividi su facebook condividi su twitter 20-03-2017

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GABRIELE NOBILE -  Dei giornalisti dello schermo, il più famoso resta Humphrey Bogart, duro ma giusto, con l' indimenticabile battuta - "Questa è la stampa, bellezza. E tu non puoi farci niente".  O forse si? A sovvertire le regole, ci pensa (e ci prova, da qualche mese) Luciano Spalletti

Oriazi e Curiazi, Capuleti e Montecchi. Come dire: polemica che fai, schieramento che trovi. Senza che questo, permetteteci, scomodi i benpensanti calcistici e non che storcono il naso davanti alla querelle. Schierarsi, fa parte della vita. Dunque del gioco. Anche quello del calcio. 

E allora, il popolo giallorosso da che parte sta? Secondo il sondaggio lanciato da Insideroma, una percentuale quasi bulgara sostiene Luciano Spalletti. Se però, giustamente, non vi fidate della "campana" insideroma, fatevi un giro sui social network: in questo modo potrete testare con i vostri occhi la realtà e cioè che, nella sfida incrociata tra il tecnico di Certaldo e una parte della stampa,  il trainer toscano la fa da padrone. 

Si sono scomodati in molti, parliamo delle grandi firme del giornalismo nazionale, per provare ad analizzare la querelle tra il tecnico della Roma ed i media, la critica è stata aspra ed in alcuni casi molto severa e tendenzialmente di parte dove in pochi (forse nessuno) si è distinto per aver preso le parti di Spalletti, in perfetto stile corporativo.

Premessa necessaria: Spalletti (che molti chiamano Lucio, come fosse un amico) indubbiamente ha esagerato nei modi, esasperando i toni, sbagliando certamente un certo tipo di comunicazione. Qualcuno, però, si è chiesto il motivo per il quale il tecnico, ex Zenith, sia arrivato fino a questo punto? Possibile che per i media nazionali e locali sia sempre e solo colpa di Spalletti?

La risposta sta nella rassegna stampa dell’ultima settimana, probabilmente dell’ultimo mese, forse dell’ultimo anno. Una cosa è certa, il tipo di comunicazione, con l’avvento del web e dei social network è cambiata, il lettore si è fatto più maturo e sicuramente non si ferma più al titolo di un quotidiano ma entra nel merito, cercando di crearsi una propria opinione.

Gli attacchi di Trump negli Usa e di Grillo in Italia nei confronti della stampa hanno certificato la fine di una certa metodologia di fare giornalismo, mettendo a nudo alcuni tecnicismi che il web ha smascherato. In molti lo chiamano populismo spicciolo altri la definiscono come la nuova frontiera per tentare di mettere il bavaglio alla libertà di stampa e questo non ci piace, ma tant’è la situazione ad oggi è così.

Il calcio è un altro mondo, fatto di cose semplici ma al tempo stesso complesse se si vuole colpire per affondare; in questo caso,  Nomen omen e Spalletti (che potremmo chiamare Spalloni per meriti acquisito sul campo di battaglia) ha le spalle grosse. E sa bene che accanto a lui c'è un “popolo” che ha deciso di sostenerlo, almeno fino a giugno. Ma anche dopo, se Luciano decidesse di restare. 

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Gianluca 20/03/2017 - Ore 17:38

Ha ragione sicuramente Spalletti e dirò di più tutti coloro che si comportano in malo modo a Trigoria che da oggi restino fuori. L'ambiente Roma da oggi, penso, che abbia bisogno di giusta informazione e non di inutile DISINFORMAZIONE. Che si ponga fine all'arroganza e allo strapotere di alcuni individui privi di corretta professionalità. Grazie!

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