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Giornata mondiale per le vittime amianto

condividi su facebook condividi su twitter 27-04-2019

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Giornata mondiale per le vittime amianto

Le fumigazioni pestifere e tenebrose dell’ultimo dei roghi in quel del Collatino a Roma, ieri, ventiquattrore dopo il disastro, ristagnavano controllate a vista da quei Vigili del fuoco.

Giusto quei lavoratori che sono i nostri angeli custodi, ma anche tra i più esposti al rischio per la salute e la sicurezza sul lavoro, di cui si celebra domani la “World Day for Safety and Health at Work 2019” , indetta dalla ILO (International Labour Organization) non a caso concomitante, simbolicamente da anni, con la “Giornata Mondiale Vittime Amianto”, su proposta dell’ABREA (Associazione Brasiliana Esposti Amianto).

Le due Organizzazioni, nello stesso giorno del 28 aprile, sono unite nell’appello universale all’impegno per contrastare preventivamente ogni forma di pericolo, che renda ingrato il fondamentale diritto dovere al lavoro e perverso il rapporto anche inconsapevole con le fibre killer dell’amianto, causa pandemica di malattie gravi e decessi per patologie asbesto correlate.

Secondo i dati ILO, attualmente ci sono 374 milioni di persone ferite da infortunio sul lavoro o colpite da una malattia professionale. L’86% delle morti per cause lavorative è rappresentato da malattie professionali, circolatorie 31%, tumori 26%, malattie respiratorie 17%.

Purtroppo è doloroso e frustrante scriverlo, ma sono ancora diversi i paesi civili in cui l’estrazione e la lavorazione dell’amianto non si è fermata, orientando cinicamente l’esportazione nei territori in via di sviluppo, dove le regole e i divieti anche per i pesticidi altrimenti banditi, piuttosto che per lo sversamento indiscriminato dei rifiuti altamente tossici e radioattivi non esistono o vengono aggirate. 

Altrettanto pesante però è lo stato dell’arte anche laddove le leggi hanno bloccato la mefistofelica  filiera amiantifera ( in Italia  dal 1992) senza comunque risolvere significativamente il problema dello smaltimento protetto delle enormi quantità introdotte ogni dove, dalle case alle infrastrutture, ai treni, alle navi, ai dispositivi militari, tra la fine del XIX e del XX secolo, salvo appunto ignorarne le vittime, nei confronti delle quali non occorrono soltanto solidarietà e commiserazione, ma soprattutto assistenza e sostegno, riconoscimento e giustizia.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, per questo, con la guida competente del suo Presidente, Avv. Ezio Bonanni, si è decisamente orientata sul doppio fondamentale obiettivo della prevenzione e dell’azione risarcitoria, perseguendo il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.

Nell’intento di dare il massimo sostegno all’azione di forte connotazione culturale, alla necessità di un cambio radicale di metodo e di passo anche sul piano educativo, formativo, culturale, etico, è nata anche l’alleanza con il Comitato Nazionale Italiano Fair Play e non a caso a pochi giorni dalla istituzione della Commissione Amianto – in cui l’ONA è rappresentata, il Ministero dell’Ambiente ha stipulato un Protocollo di collaborazione con l’Agenzia Sport e Salute, già CONI Servizi, nel cui ambito opera proprio il CNIFP (Comitato Fair Play)  affinché  anche attraverso lo sport sia garantita la sostenibilità ambientale, a cominciare dall’impiantistica afflitta dalla presenza di amianto e da bonificare.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

Fonte: Ufficio Stampa ONA

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