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Inter-Roma: gemelle diverse

condividi su facebook condividi su twitter 24-02-2017

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Inter-Roma: gemelle diverse

PAOLO VALENTI - Inter-Roma, ancora lei. Una partita che col tempo è diventata un classico della serie A. Da qualche decennio a questa parte un vero e proprio match clou caratterizzato da gol e spettacolo, prodezze ed errori dei protagonisti di due squadre che si assomigliano. Si, perché la “pazza Inter” è, per certi versi, lo specchio milanese di una Roma capace spesso di rincorse mirabolanti e rovinose cadute nel giro di spazi temporali limitrofi e ristretti. Due squadre abituate a far viaggiare i propri tifosi su ascensori velocissimi che portano dall’altare alla polvere anche nel corso della stessa partita: Helter Skelter per gli amanti di quella musica un tempo rivoluzionaria e oggi accasata nel tempio del rock. Così lontane (il divario di affollamento delle rispettive bacheche le differenzia a livello di risultati), così vicine nel subire gli umori di due piazze inquiete ed esigenti, pronte al crucifige di giocatori, allenatori e dirigenti fino a due vittorie prima issati a gran voce nell’Olimpo degli dei. Non è un caso che i loro confronti si risolvano in festival di gol poco indicati alla salute di quegli attempati tifosi che sanno ancora coltivare quella passione che una volta si usava definire domenicale. Dal 1980 (si parte da lì perché prima la Roma era Rometta) ad oggi scontri che, oltre a rappresentare l’ennesima declinazione del confronto tra le due capitali del Paese, hanno avuto implicazioni significative sugli equilibri dei vertici della classifica che un pizzico di amarcord suggerisce di rivisitare.
A partire da quello disputato il 26 ottobre del 1980 quando una Roma plasmata dalle idee di Liedholm dopo mezz’ora di gioco aveva già seppellito sotto tre gol gli allora Campioni d’Italia. Il 2-4 finale a favore dei giallorossi, con tripletta di Pruzzo a cui rispose solo parzialmente una doppietta di Spillo Altobelli, inserì stabilmente al tavolo delle grandi la squadra di Dino Viola, fino a quel momento considerata solo un’occasionale sorpresa sulla vetta della classifica. L’anno successivo, tra campionato e Coppa Italia, giallorossi e nerazzurri si incontrarono quattro volte facendo registrare diciotto gol complessivi. Il doppio confronto di Coppa (1-4 all’Olimpico, 3-0 a San Siro) permise all’Inter di arrivare in finale e poi vincere la competizione.
Nel 1983, anno del secondo scudetto romanista, la partita finì 0-0: pochi sussulti nell’ultima delicata trasferta che accompagnò la Roma al traguardo. Traguardo che un’Inter a trazione tedesca tornò a raggiungere nel 1989: in piena era Sacchi, Trapattoni si riprese lo scettro del migliore grazie a una squadra capace di miscelare potenza e tecnica in ugual misura. Il 2-0 registrato a San Siro quell’anno fu la telegrafica sintesi di due squadre in quel momento agli antipodi: preparati a vincere i padroni di casa, in balia di una stagione più difficile da interpretare di un quadro cubista gli ospiti.
L’8 maggio 1991 è ancora 2-0: non è una partita di fine campionato bensì la finale di andata della Coppa Uefa. È un rigore molto generoso deciso dall’arbitro Spirin a rompere l’equilibrio di una gara bloccata dall’impasse del muro costruito da Ottavio Bianchi davanti a Cervone per arginare la forza d’urto dei nerazzurri. Risultato alla fine determinante, sul quale si infrangerà impotente nella partita di ritorno la voglia di rimonta di Rizzitelli e compagni.
Ce ne saranno tante di Inter-Roma negli anni novanta, spettacolari ed episodicamente avvincenti, mai più determinanti per la conquista di un trofeo: la sforbiciata all’incrocio di Djorkaeff nel 1997, il 4-1 di fine 1998 contro la spumeggiante (e poco accorta) Roma zemaniana, il 2-0 nell’anno del terzo scudetto romanista, partita che, per paradosso della prestazione, convinse Capello del positivo esito finale di quella stagione.     
Inter-Roma tornò ancora determinante per lo scudetto nel 2007-08. Il 28 febbraio 2008 era partita di cartello, prima contro seconda in classifica. La Roma voleva vincere per inseguire il sogno tricolore e in effetti andò vicina all’obiettivo rimanendo in vantaggio fino a due minuti dalla fine. Ma la discussa direzione di gara di Rosetti e le occasioni sprecate sotto porta resero decisivo per l’1-1 finale (e le sorti del campionato) il gol all’88° di Zanetti.
Tensione, spettacolo, emozioni: un bagaglio storico che questa partita riserva da sempre agli appassionati. Oggi Inter e Roma, distanziate in classifica, rimangono appaiate dal comun denominatore delle rispettive rincorse: verso la zona Champions quella dei nerazzurri, diretta all’aggancio alla Juventus quella dei capitolini. Coefficiente di difficoltà elevato per entrambe, al limite dell’impossibile. Ma Inter-Roma è da sempre la partita dell’impossibile. E allora, ad entrambe, conviene provarci.

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