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Amarcord: Roma-Fiorentina 1984-85

condividi su facebook condividi su twitter 07-02-2017

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Amarcord: Roma-Fiorentina 1984-85

PAOLO VALENTI - Il 18 novembre 1984, proprio contro la Fiorentina che incontrerà stasera, la Roma tornò a vincere un incontro di campionato dopo un’attesa durata sei mesi. Fino a quel momento otto partite con sette pareggi e una sconfitta, maturata a San Siro contro gli ex Liedholm e Di Bartolomei, il cui vuoto un giovane Sven Goran Eriksson non era ancora riuscito a colmare. Già, proprio quell’allenatore (direttore tecnico, pardon) per tesserare il quale il presidente Viola fece carte false, dribblando il divieto di assunzione di allenatori stranieri all’epoca vigente assegnandogli quell’incarico così inusuale in una squadra di club. Il rettore di Torsby durante la settimana insegnava i suoi schemi a Trigoria mentre la domenica, assiso in Monte Mario, lasciava la panchina al collega italiano Clagluna.
Inizio difficile quell’anno, il primo dell’era Viola orfano di Liedholm, del capitano di tante battaglie, Di Bartolomei, e in procinto di separazione col divino Falcao. Anno di transizione non facile: dal calcio orizzontale del Barone a quello verticale predicato da Eriksson, dal possesso palla affidato alle qualità di brasiliani che al sole di Roma avevano trovato una nuova patria al pressing a tutto campo voluto dall’(in apparenza) algido svedese. Da settembre a novembre ogni partita a cercare una vittoria che potesse dare sostanza all’esigenza di continuità di risultati che la piazza temeva di aver perduto con l’addio dei suoi profeti. Il digiuno si interruppe proprio con quel Roma-Fiorentina, dopo una sequela di pareggi che regalarono a Eriksson un altro soprannome: Mister X. Partita densa anche di contenuti statistici: il rientro in campo di Ancelotti a un anno di distanza dal secondo grave infortunio, il ritorno al gol, solo su rigore, di Maurizio Iorio (resterà l’unico della stagione) e l’esordio in serie A del diciottenne Pascucci, difensore centrale romano di nascita e viola di maglia. Finì 2-1 con la Roma che assicurò il risultato nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo: Iorio su rigore al 28° e Giannini pochi secondi prima dell’intervallo, con un bel diagonale al volo a chiudere sul secondo palo un’illuminante apertura in verticale dalla destra di Bruno Conti. Tabellino chiuso all’85° da un altro rigore, questa volta calciato dal giocatore-filosofo-dottore Socrates, mai realmente a suo agio coi ritmi del nostro calcio e di ritorno in patria alla fine di quell’unica, deludente stagione italiana.
Oggi è un altro calcio e stasera sarà un’altra storia. Comunque alla ricerca di quella vittoria che per la Roma deve essere un’ossessione.      

Di seguito il servizio Rai sulla partita:
https://www.youtube.com/watch?v=Z9P5sm9M29A

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