Teste di calcio

Dzeko ti odio, sei troppo romanista. Neymar e Gabigol disegnano il manifesto del nuovo calcio

condividi su facebook condividi su twitter 27-01-2018

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Dzeko ti odio, sei troppo romanista. Neymar e Gabigol disegnano il manifesto del nuovo calcio

TESTE DI CALCIO – Avviso ai naviganti: tutto quello che è scritto qui è frutto dell'incoscienza di una rubrica priva di freni inibitori. Non prendere il tutto troppo seriamente (e, perchè no, distendi la bocca in un sorriso).

Quando Friedrich Nietzsche teorizzava la sua caduta degli dei, di certo non si riferiva ad un dio molto particolare. Un dio nato nella Lidia moltissimi secoli fa, dalle mani di Re Creso. Un dio profano, che regna qualsiasi angolo della nostra umanità. Sovrano indiscusso dei nostri tempi, che, come un imperatore all'arena gladiatoria, decide le sorti delle nostre vite con un pollice verso. E' il Dio Denaro. Ed il calcio è il suo più grande schiavo di questa generazione. 

Grazie all'Eminenza Dorata si può comprare tutto. Allenatori, giocatori, location per i Mondiali e ogni tanto anche arbitri e presidenti. I più facili da comprare sono proprio i calciatori. Ville, auto e yacht sempre più grandi e lussuosi li invogliano a giocare persino in mezzo al deserto o ai piedi della Grande Muraglia. Non siamo ipocriti. Tutti vorremmo queste cose. Tutti tranne uno. Neymar non la pensa proprio così. A lui i soldi non piacciono per niente. Dopo aver lasciato il Barcellona, ora è al PSG, dove guadagna la miseria di 38 milioni all'anno. E ora, secondo i giornali, sta pensando di trasferirsi di nuovo. Un ritorno in Spagna, ma non a fianco della Pulce, bensì a Madrid insieme a quel gellato di Cristiano Ronaldo. L'indigente brasiliano sarebbe anche disposto a tagliarsi il suo umile stipendio pur di inseguire il sogno della camiseta blanca. I suoi procuratori, compreso il padre, che guadagnano sulle provvigioni dei suoi trasferimenti, sono pronti a scendere a festeggiare per le strade. Il misericordioso O'Ney farebbe così un'opera pia, procurando un compenso anche ai meno abbienti.

E' da applausi anche l'umiltà di Gabriel Barbosa, anche detto Gabgol, che ha pienamente soddisfatto le aspettative di chi lo definiva e, da un camera di un ospedale psichiatrico, lo definisce ancora come il nuovo Ronaldo il Fenomeno. Gabigol ha infatti totalizzato due reti in queste due stagioni in Europa. Mai soprannome fu più appropriato. Il funambolo brasiliano, per misericordia nei confronti del suo popolo d'origine, ha deciso però di tornare al Santos. Di nuovo in mezzo alla sua gente, zittendo tutti quelli che invece ci ritornano solo quando hanno fallito nei campionati europei. Lui è diverso. Lui è "sempre stato con voi", come ha detto al ritorno nella sua terra ai tifosi del Santos. Fosse stato per lui, sarebbe sempre rimasto lì. Purtroppo le necessità lo hanno costretto a emigrare, subendo angherie come molti milioni di euro sul conto in banca e la fama internazionale. "Non vedo l'ora di andare a giocare all'Inter, è un sogno che si avvera" disse Gabigol due anni. Mai dichiarazione fu più coartata.

Perché alla fine è bello così. Nessuno sa dove andrà. Anzi, a volte alcuni neanche sanno dove stanno ora. Edin Dzeko è della Roma o del Chelsea? La domanda è davvero inutile. Ma che importanza ha per voi? Che vi frega? L'importante è che da qualche parte sta. Oggi è a Roma, domani è a Londra. Ve le ricordate le macchinette fotografiche della Kodak, quelle usa e getta? Beh, vi piacevano vero? Le usavi una giornata e poi le buttavi da qualche parte. Perché le macchinette fotografiche che durano un giorno sì e i calciatori per una stagione o sei mesi no? I presidenti e i dirigenti non vogliono più vedere appartenenza e lealtà in un giocatore. E lo stesso è per Edin Dzeko, che è così insopportabilmente sensibile, così odiosamente romanista, così ostinatamente legato a segnare per la Roma, nonostante i tifosi a volte lo riempiano di "mortacci tua e di chi n te lo dice".  Dzeko è da detestare, perché è contro la logica del calcio di oggi. Lui si trova bene a Roma e per Di Francesco è il centravanti titolare della sua Roma. Ma chi si credono di essere tutti e due? Tutto ciò è insensato e inconcepibile.

E qualcuno dica qualcosa pure a Rafinha. Il nuovo giocatore dell'Inter ha detto: "Vorrei restare a lungo qui con i nerazzurri". Questo è uno smacco bello e buono alla dirigenza cinese dell'Inter, che gli concede l'opportunità di giocare per qualche mese strapagato a Milano, salvo poi fargli cambiare aria quando le cose vanno male.  Sarà necessaria una sanzione disciplinare nei suoi confronti probabilmente.

E alla fine non si può dar torto a quella vecchia volpe di Upton Sinclair, che tanto tempo fa diceva: "Il denaro somiglia alla carta igienica: quando serve, serve con una certa urgenza". 

Fonte: Eduardo Barone per Insideroma

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