Teste di calcio

Il Salah cornuto e la Dea Edin. Real Madrid, il trionfo della noia

condividi su facebook condividi su twitter 27-04-2018

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Il Salah cornuto e la Dea Edin. Real Madrid, il trionfo della noia

TESTE DI CALCIO – Avviso ai naviganti: tutto quello che è scritto qui è frutto dell'incoscienza di una rubrica priva di freni inibitori. Non prendere il tutto troppo seriamente (e, perchè no, distendi la bocca in un sorriso).

Ci sono stati venti minuti di quella partita che sembrava di vivere un incubo. I giocatori del Liverpool sembrava fossero usciti dagli inferi. Il diavolo Salah con corna, coda e tridente in mano infieriva su quell'angioletto di Juan Jesus (che non a caso si chiama così) che ora avrà più incubi di un bambino di 8 anni che ha appena visto The Ring e va a dormire senza luce accesa. La dannata Kop sollevava canti tragici da girone infernale e qualunque romanista in quel momento avrà paventato il fantasma di una debacle europea stile Manchester. Poi, un'araba fenice risorge dalle ceneri. E' lei. Quella dea rimasta sul fondo del vaso di Pandora. I greci la chiamano ἐλπίς, i latini Elpis, noi Speranza. La Dea Elpis si incarnata in Edin. Edin Dzeko ha svegliato i giallorossi dagli incubi e riportato la sconfitta europea ad un livello leggermente più accettabile, reale perlomeno.

Premesso che manca ancora il secondo round e con il precedente di Roma-Barcellona alle spalle non c'è da fidarsi della Roma, va detto che i Reds hanno ampiamente schiacciato Di Francesco e compagnia cantante nel match in quella brutta e grigiastra città chiamata Liverpool. Che è pur vero che loro hanno vinto la finale dell'84' e pure questa volta, almeno all'andata, ci hanno bastonato un bel po', ma alla fine un romano per leccarsi le ferite basta che va al mare di Ostia o Fregene a mangiare uno spaghetto allo scoglio in una bella giornata di sole. Uno del Merseyside invece, non avendo né il mare, né lo spaghetto con lo scoglio e neanche il sole come fa a dimenticare una sconfitta? O prova a sfondare nella musica come i Beatles oppure beve due pinte di birra tra un turno e l'altro in fabbrica.

E comunque c'è anche chi vince ma è infelice. A Madrid continuano a criticare Zidane. Il Real quest'anno non vincerà la Liga ma è in semifinale di Champions e, dopo la partita di ieri, con una piede nella terza finale consecutiva. Sergio Ramos ha difeso il proprio allenatore dai petulanti frignoni madridisti dicendo che  "ci sono tecnici che sono stati al Real Madrid per anni senza vincere nulla e non sono stati mai criticati”. Alcuni ci hanno voluto vedere un riferimento a Mourinho, che comunque a Madrid una Liga e qualche coppetta l'ha vinta tanto per essere chiari. Ecco perché è brutto essere tifoso del Real Madrid: A fare così tante vittorie si rischia di avere tanti trionfi senza gloria.

Non ha di questi problemi invece, in questo periodo storico, il Milan. Il buon Gattuso, rispettabilissimo come personalità del calcio e anche come allenatore, ci aveva intortato un po' a tutti. Un paio di vittorie convincenti ed ecco che secondo i giornali era tornato il ciclo vincente alla Sacchi, Capello e Ancelotti. Il Benevento invece rivolta come un calzino i rossoneri direttamente a domicilio, senza scomodare i pallidi cinesi dall'abbronzatura assente e il portafoglio apparentemente pieno come benzinai.

A Torino invece si vive un periodo delicato. Dopo la sconfitta all'ultimo minuto con il Napoli, che si è fatto sotto ad un punto, ora gli juventini non possono sbagliare contro l'Inter a San Siro. Dopo una lunga sfilza di trionfi a livello nazionale, la squadra di Allegri inizia un po' a traballare. Due giorni fa i tifosi bianconeri si sono presentati a Vinovo per sostenere o contestare (non c'è capito) la squadra con frasi del tipo: "Tirate fuori i cog...i". Questo fatto ci rassicura su un fatto per niente scontato. Allora esistono veramente i tifosi della Juventus! E non parlano in dialetto calabrese probabilmente. 

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