Teste di calcio

Mainagioisti ed esterofili, che toppa avete preso! Benatia, trenta denari coerente

condividi su facebook condividi su twitter 12-04-2018

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Mainagioisti ed esterofili, che toppa avete preso! Benatia, trenta denari coerente

TESTE DI CALCIO – Avviso ai naviganti: tutto quello che è scritto qui è frutto dell'incoscienza di una rubrica priva di freni inibitori. Non prendere il tutto troppo seriamente (e, perchè no, distendi la bocca in un sorriso).

La Notte dei Campioni ci ha tenuti svegli fino all’alba, incapaci di pendere sonno e di pensare ad altro. Nella testa di chiunque è andato a lavorare in questi giorni non ha potuto intravedere in qualsiasi cosa una delle gesta di martedì notte. Mentre tu cerchi di emulare il tocco di Dzeko che scavalca Ter Stegen con una pallina accartocciata coi fogli della stampante, la segretaria che timbra le carte ha la stessa freddezza di De Rossi dal dischetto e il tuo capo con il torcicollo fa lo stesso movimento di Manolas che spizza la palla di testa e insacca in rete.

Cari mainagioisti, stavolta vi dovete ricredere. Il Barcellona è stato trattato come il Chievo, Messi come Meggiorini (senza offesa Meggio). Lionel Messi, il marziano venuto da lontano, all’Olimpico sembrava un dodicenne bimbominkia che palleggia in piazzetta dopo scuola.

Cari esterofili, seguaci e adoratori di Liga e Premier, sostenitori del “l’erba del vicino è sempre più verde”, adulatori del Ronaldismo e Messismo più estremo…beh che dire, avete toppato alla grande. Perché è vero che non siamo i più forti ormai, né i più ricchi e neanche i più belli. Come una volta. Però noi lo sappiamo fare meglio. Perché il genio alberga in una scintilla. Basta un Di Francesco che nella notte di Roma-Fiorentina, dopo essere stato vilipeso per la bruciante sconfitta, si inventa un nuovo modulo da testare contro una squadretta a caso. Basta un De Rossi che dopo essersi fatto autogol decide di prendersi le chiavi del centrocampo, mangiare in testa a Iniesta, Rakitic e Busquets, che ovviamente nella loro carriera non hanno vinto assolutamente niente. Basta un Manolas che, anche lui autore di un autogol all’andata, bullizza Messi e Suarez come due mocciosi e spizza con nonchalance di testa accecando Ter Stegen rimasto esterrefatto, mentre lui scoppia a piangere a dirotto.

E’ la vittoria dei perdenti. Di quelli che il popolo dice che sono condannati sempre a perdere. Invece ogni tanto vincono. Certo, quante sofferenze, quante croci sulle spalle e quanti pugnali nella schiena da sopportare per arrivare a questo momento. Genio e follia vanno sempre a braccetto e bisogna essere un po’ pazzi che fare imprese come questa.

Ecco perché ieri la Juventus non ci è riuscita, nonostante abbia fatto una (vecchia) signora partita. La remuntada bianconera al Bernabeu è stata rovinata dal rigore di Cristiano Ronaldo, che ha chiuso i giochi. L’episodio da rigore ha destato polemiche feroci. Gli juventini si sentono defraudati. Buffon e Agnelli hanno vomitato critiche verso tutti: dall’arbitro fino al designatore Collina. Non sappiamo se il rigore c’era. Va detto però che rubare alla Juventus è come rubare a casa dei ladri. E’ come la Banda Bassotti che denuncia il furto dei gioielli che avevano in casa, rubati a loro volta da Paperon de Paperoni.

E’ così soprattutto se si analizzano queste dichiarazioni: “L’anno scorso è successo al Bayern di essere danneggiato dall'arbitro, quest’anno a noi e sembra che ogni anno sia la stessa cosa. Il Real è una grande squadra e non ha bisogno di queste cose. Ma fischiare un rigore del genere all’ultimo secondo mi sembra assurdo. Purtroppo fa parte di questo calcio e siamo vittime di questo. Dispiace molto anche per Buffon, poi se neanche il capitano può parlare con l'arbitro bisogna rivedere il regolamento". Queste parole sono uscite dalla bocca di Mehdi Benatia, difensore Juve. Parole legittime le sue, che accusano il Real di essere aiutato. Se non fosse che poco tempo fa, il marocchino aveva detto questo: “La gente in Italia non capisce, si chiedono quale sia il motivo delle vittorie della Juventus senza però chiedersi come lavoriamo. Io lo so bene perché prima ero dall’altra parte, alla Roma. Quando vedevo la Juve vincere dicevo: ‘Sì, ma la Juve non gioca bene. Vince sempre perché l’arbitro…’ Queste sono le scuse dei perdenti. Poi quando vedi il modo in cui si lavora alla Juventus, la serietà con cui lo si fa, allora si capisce che si è obbligati ad avere dei risultati. Obbligati”.

Ah sì, la scusa dei perdenti. Quei perdenti che martedì hanno vinto, nonostante gli errori arbitrali dell’andata. Ma non facciamone una colpa a Benatia. Dichiarò di voler restare alla Roma, ma al primo tintinnio di denari d’oro, scelse di cambiare casacca. La coerenza, caro Mehdi, non dimora a casa tua.

Fonte: Eduardo Barone per Insideroma

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