Teste di calcio

Monchi e Baldissoni in campo contro l'Inter. La Chinatown di Nainggolan e l'illusione dei cinesi

condividi su facebook condividi su twitter 18-01-2018

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Monchi e Baldissoni in campo contro l'Inter. La Chinatown di Nainggolan e l'illusione dei cinesi

TESTE DI CALCIO – Avviso ai naviganti: tutto quello che è scritto qui è frutto dell'incoscienza di una rubrica priva di freni inibitori. Non prendere il tutto troppo seriamente (e, perchè no, distendi la bocca in un sorriso).

Ah...è stata una bella settimana di vacanza. Certamente lo è stata per i calciatori di Serie A. Anzi, per loro di più. Dai grattacieli di Dubai al deserto del Sahara, passando per gli atolli delle Maldive. Io al massimo mi sono permesso di mettere i piedi sul tavolino. Lo sfizio in più di questa breve disintossicazione che nemmeno le sirene mormoranti di Premier e Liga ha scalfito.

Ora però si ricomincia. Pronti, partenza, via. Subito un avversario con i fiocchi. L'Inter dell'ex lupo giallorosso Luciano Spalletti. A San Siro il secondo round della sfida con il pelato più amato e odiato dai tifosi romanisti. Nel primo episodio erano stati i nerazzurri a mandare ko i giallorossi, rifilando tre sganassoni al novello Di Francesco. Zio Eusebio domenica gli restituirà il favore?

VENDESI - I fatti di campo in questo periodo hanno meno spazio sulle pagine dei giornali. Il rettangolo verde viene costantemente bombardato da notizie di mercato. Secondo le penne sportive, in una sola settimana la Roma si è venduta tre quarti della rosa. Pellegrini, Strootman, El Shaarawy, Emerson, Defrel, Under, Bruno Peres, Skorupski, Dzeko, Alisson. La Roma domenica giocherà con Totti e Monchi in avanti e Baldissoni dietro le punte. La ciliegina sulla torta dell'inchiostro romano è stata la "cessione" di Nainggolan in Cina.  Il Guangzhou Evergrande vuole a tutti i costi il centrocampista della Roma, originario dell'Indonesia. Volano numeri che neanche al Bingo: 30, 40, 50 milioni per il belga con gli occhi a mandorla. Sarà vero? Solo le Parche figlie di Giove lo sanno. Le voci si rincorrono per i corridoi. I telefoni squillano di più che per una chat con una ragazza di Diva Futura.

CHINATOWN - Se veramente dovesse essere vero, vogliamo fare un ammonimento: cari tifosi cinesi, state attenti. I calciatori forti e famosi che vengono a giocare in Cina non sono come credete. I sostenitori dello Shanghai Shenhua, in collera con Carlos Tevez, ne sono già al corrente. L'attaccante argentino ha infatti deciso di tornare alla sua squadra del cuore, il Boca Juniors, lasciando così il campionato cinese. L'ex Juventus si è lasciato andare a dichiarazioni a cuor leggero: "In Cina sono stato sette mesi in vacanza, sapevo che sarei tornato al Boca”. Una vacanza dorata pagata con gli yuan del governo cinese - e quindi anche dei suoi cittadini - che invoglia economicamente  le squadre cinesi a ingaggiare top players. I tifosi orientali non l'hanno presa bene e sui social hanno subissato Tevez di critiche, definendolo come "un uomo senza morale". Beh, che dire...i cari fan con gli occhi a mandorla sono molto teneri ed evidentemente credono ancora all'amore vero. Però anche tu Tevez, che ti sei divertito nella tua vacanzetta in Cina, dal Marchese del Grillo non hai imparato niente. Quando si scherza bisogna essere seri. E su.

LA COREA E' PIU' VICINA - Rimanendo in Asia, non è uno scherzo invece il riavvicinamento delle due Coree in occasione delle prossime Olimpiadi invernali di Pyeongchang. Non solo la Corea del Nord parteciperà ai giochi organizzati da quella del Sud, ma nell'hockey giocheranno con un'unica squadra, tutti insieme appassionatamente. Sogno o son desto. O vi è stato un rabbonimento improvviso oppure Kim Jong-Un alla fine è un pezzo di pane e non così di m...a come ritiene il presidente Trump. Forse, il giovane dittatore, unendo le forze con la Corea del Sud, vuole accrescere le misure del suo bottone. Alla faccia di Zio Donald.

VAR-DETTO - Tornando nella penisola dello stivale, con la pausa della Serie A c'è stata l'occasione per fare i primi bilanci dell'impiego della VAR. Una grande innovazione? Un aiuto ancora da correggere? Una buffonata che produce più errori di prima? Sarri e Di Francesco la disdegnano. Inzaghi fa il politcally correct, ma sotto sotto preferirebbe i cavoli a merenda. Il presidente dell'AIA Nicchi è l'unico sicuro. "La Var va meglio delle previsioni" ha detto tronfio il numero uno degli arbitri: "Siamo in grado di poter dire dopo soli 4-5 mesi di applicazione e comunque dopo il girone di andata che i risultati sono positivi. Su 900 casi, in totale, sono stati commessi solo 5 errori'. Wow! Solo 5 errori su 900 episodi. Questa VAR è un autentico successo allora! Per l'occasione rispolveriamo dagli scaffali una vecchia frase di Voltaire:

"Tutto andrà bene un giorno, ecco la nostra speranza.
  Tutto va già bene adesso, ecco l’illusione".

Fonte: Eduardo Barone per Insideroma

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