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Conferenza presentazione Mancini: "Sono contento di essere alla Roma, sono qui per crescere. La squadra è forte, molti mi hanno impressionato"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-07-2019 - Ore 15:45

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Conferenza presentazione Mancini:

Gianluca Mancini, difensore della Roma, ha incontrato oggi i media presso la sala stampa di Trigoria per la sua conferenza di presentazione ufficiale. Morgan De Sanctis ha preso parola per primo: 

"Buon pomeriggio, benvenuti, presentiamo oggi Gianluca Mancini. È un difensore giovane, italiano, nel giro della nazionale. Ha tutte le caratteristiche che cercavamo: sa difendere e iniziare l'azione, ha finalizzazione importante e margine di miglioramento. Per questo abbiamo investito su di lui".

Dal punto di vista tattico cosa ti ha chiesto Fonseca? C'è un compagno che ti ha impressionato?
"Il mister mi ha parlato e mi ha detto delle situazioni tattiche per noi difensori. Difesa alta, grande pressing, ma anche circolazione di palla e saper impostare dal basso. Ci sono tanti che mi hanno impressionato, è una rosa molto forte. Kolarov mi faceva impressione, ancor più allenandoci insieme".

Sei arrivato a maturazione tecnica e agonistica?
"Assolutamente no, ho ancora da fare molta strada, sono all'inizio. Ho fatto un buon campionato, ma c'è tanto tempo per migliorare. Sono contento di essere qui per migliorare".

In cosa?
"In tante cose. Nella rapidità, nelle marcature, a volte anche a zona, essendo abituato a marcare a uomo. Ho caratteristiche in cui sono a mio agio, per altre devo lavorare molto".

Ti sei solo sfiorato con De Rossi. Per un giovane come te, la carriera di De Rossi cosa rappresenta?
"Non la devo raccontare io. Lo seguivo quando avevo 10 anni, l'ho visto vincere il mondiale, quello che ha fatto è straordinario. Essere in questo club è un motivo di orgoglio, per onorare al meglio la maglia".

A gennaio sei stato vicino alla Roma. È stata una tua scelta rimanere a Bergamo?
"A gennaio c'erano state delle chiacchierate, ma poco di concreto. Non era mia intenzione muovermi a gennaio, per rispetto dell'Atalanta volevo rimanere lì e finire la stagione lì".

Spinazzola ci ha detto che Fonseca gli ricorda Gasperini. Ci sono dei punti di contatto?
"Ho fatto 5 allenamenti, ma posso dire che è vero. Rivedo in lui qualcosa di Gasperini, poi ognuno ha le sue idee. Come intensità, come dispendio fisico molto".

C'è stato mai il dubbio di lasciare l'Atalanta, che era in Champions League? A volte i giocatori che escono dall'Atalanta vanno in difficoltà per l'assenza di Gasperini. Hai pensato a questo?
"A Bergamo ho passato due anni bellissimi. Non ho avuto nessun dubbio, vestire questa maglia è motivo di orgoglio, ripaga di tanti sacrifici. Il mister ti prepara al meglio, all'Atalanta eravamo un blocco unico. Non posso rispondere su cosa farò, solo che darò il massimo per questa maglia, spero di raggiungere grandi risultati".

Come descriveresti il modo di difendere di Fonseca?
"Come ho detto prima, pressing, stare alti con la linea, non avere paura di rimanere alti. Eravamo abituati a scappare quasi sempre, lui ci dice di non avere paura, per far ragionare meno l'avversario. Mano mano che vado avanti cercherò di capire qualcosa in più".

Hai già fatto una telefonata a Gasperini chiedendogli cosa si è perso qui a Roma?
"No, mi ha fatto l'in bocca al lupo e io a lui".

Cosa ti piace di più della filosofia di gioco di Fonseca? Senti di avere la giusta personalità per fare il titolare?
"Quello che mi piace del mister è non aver paura di giocare dal basso. Vedo anche io il calcio aggressivo, alto, prendere l'avversario alto, perché sono doti che sento di avere. Nel mondo del calcio pressione ci deve essere, ma giusta, positiva, non quella di sbagliare. Facciamo il mestiere più bello al mondo, faccio parte di una squadra fantastica, pressione positiva".

Il passaggio dalla difesa a 3 a quella a 4 può essere problematico? Che caratteristiche ha il compagno ideale?
"Sono abituato a giocare a 4, all'inizio può esserci qualcosa, sta a me capire quello che vuole il mister. Juan e Fazio sono due grandissimi giocatori, devo imparare e migliorare da loro. Deciderà il mister".

Domanda a De Sanctis: gli ingaggi alti sono una strategia per evitare clausole risolutive?
"Tutto rientra in un progetto condiviso dal punto di vista tecnico ed economico. Da qui in avanti dobbiamo fare un altro ingresso di un difensore centrale. Le altre decisioni verranno prese secondo parametri tecnici ed economici. Non c'è nulla di improvvisato".

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