Il giardiniere nel pallone

Sorridi ancora, Anna

condividi su facebook condividi su twitter 25-10-2017

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Sorridi ancora, Anna

SORRIDI ANCORA, ANNA
(a cura di Diego Fois)


Son sicuro che se Anna Frank avesse visto la propria immagine con addosso la maglia della Roma, avrebbe di certo sorriso.
Come tutti i bambini, d’altronde.
Sorridono, i bambini. Perché sono meglio degli adulti.
Col tempo ci si rovina, si cresce, male, e si vomitano le proprie frustrazioni sui marciapiedi o agli angoli delle strade.
Anna Frank era ancora una bambina quando se n’è andata. E come tutti i bambini aveva già capito tutto della vita.
Di questo schifo di vita.
Avrebbe sorriso, Anna, ne sono convinto. Perché è bene non prendersi troppo sul serio.
Questo insegnano i bambini.
Così un adesivo che nella mente perversa di taluni avrebbe dovuto rappresentare l’insulto più infamante, diventa simbolo di distinzione.
Anna, di certo, non pensava al calcio. Non ne avrebbe avuto il tempo.
Una bambina obbligata a crescere in fretta. Dalla stessa maledetta vita che l’ha consegnata alla morte all’età di sedici anni.
Difficile raccontare con lucidità ciò che accade nel mondo. Un posto squallido, nauseabondo.
Talmente schifoso da trasformare Anna in un oggetto di scherno. Lei, simbolo di libertà, che diventa ostaggio di pochi (mi auguro) beceri oltraggiosi.
Sono già cominciati i caroselli di dolore e pentimento.
Non c’entra l’appartenenza ad una tifoseria piuttosto che ad un’altra. Non cadrò di certo nel banale conflitto tra romanisti e laziali.
L’ignoranza non ha fede, appartenenza.
Avrebbe sorriso, Anna. Avrebbe sorriso cercando di capire cosa indossare in abbinamento a quella maglia gialla e rossa.
Un paio di orecchini. O un cerchietto in testa.
Non esistono spiegazioni per certi comportamenti, ma è necessario combatterli.
Faccio fatica a credere che Anna sia morta col sorriso. Sarebbe da vigliacchi pensare il contrario.
Chiedo venia a chiunque si aspettasse un editoriale per la delicatissima sfida tra Roma e Crotone di mercoledì sera.
Perdonerete senz’altro questa mia digressione, ma spesso le battaglie più ardue son quelle contro noi stessi.
Pensa a tutta la bellezza ancora intorno a te e sii felice scrisse Anna. Continuo a far fatica a pensarla col sorriso quando se n’è andata e son convinto che di bellezza, in questo schifo di mondo, ne sia rimasta ben poca.
Di sicuro incollata su di un divisorio in plexiglass, in Curva Sud, dove una sorridente bambina è ritratta con la maglia della Roma…

Fonte: a cura di Diego Fois

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