In punta di penna

La Roma torna a vincere in casa nel ricordo di Astori

condividi su facebook condividi su twitter 10-03-2018

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La Roma torna a vincere in casa nel ricordo di Astori

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma torna a vincere allo stadio Olimpico dopo quasi un mese e lo fa in maniera netta nel risultato ma con un primo tempo complicato. I giallorossi superano per 3-0 il Torino grazie alle reti di Manolas, De Rossi e Pellegrini, arrivate nei secondi 45 minuti. La prima parte di gara è in salita, con gli uomini di Di Francesco che faticano a trovare trame di gioco interessanti e che possano mettere in difficoltà la difesa di Mazzarri. Si avverte l’assenza di Fazio in fase di costruzione e non c’è un vero regista nella zona nevralgica del campo. Ancora più evidente l’assenza di un finalizzatore sotto porta, poiché Schick non riesce a fare breccia tra Nkoulou e Moretti ed è molto fumoso quando è in possesso del pallone. Iago Falque sembra esser molto ispirato e crea tanti pericoli alla retroguardia romanista sia con assist invitanti che con tiri a rientrare come quello che costringe Alisson all’ennesimo salvataggio prodigioso di una fantastica stagione. Inutile sottolineare la bravura del portiere brasiliano, ormai unanimemente considerato il miglior estremo difensore della nostra Serie A e non solo. Il giorno della partita è uscita una statistica di Opta che spiega come il titolare della porta del Brasile sia quello che compia nettamente il maggior numero di parate decisive rispetto ai suoi colleghi. Monchi ha detto che resterà a lungo ed è l’augurio di tutti i tifosi giallorossi, che dai tempi di Tancredi prima e Peruzzi poi attendono un numero 1 in tutti i sensi. Buona la prova di tutto il pacchetto arretrato, cresciuto cammin facendo, con Juan Jesus che in fase difensiva ha fatto ampiamente il suo dovere e bene anche la cerniera di centrocampo, che poco ha permesso ai dirimpettai granata. Spicca la prestazione di Daniele De Rossi, che era ovviamente condizionato più di altri dalla scomparsa di Davide Astori, suo ex compagno di squadra e Nazionale ma soprattutto un grande amico. Il numero 16 romanista ha omaggiato il capitano della Fiorentina con un match giocato ai livelli più alti, fatto di tackle puliti, chiusure e rilanci precisi e ciliegina sulla torta: il gol del 2-0. Il centrocampista di Ostia lo ha cercato e voluto proprio in questa giornata particolare, non esultando come suo solito ma chiudendosi a riccio al momento della marcatura per esser poi abbracciato dai compagni ed osannato dai tifosi. Buona la partita di Strootman, che ha scaricato il contagiri anche stavolta, facendosi trovare ovunque sia in fase di ripiegamento che in costruzione. Nainggolan non aveva cominciato alla grande, sbagliando molti passaggi ma quando il mister lo ha riportato sulla trequarti nel 4-2-3-1, la sua gara è cambiata e ha iniziato a fornire assist invitanti come quello che ha portato alla rete del definitivo 3-0 partendo dalla propria metà campo e scaricando perfettamente sulla sinistra dove accorreva Pellegrini. Proprio l’ex Sassuolo era entrato per dare un po’ di riposo a Strootman in vista della sfida di martedì contro lo Shakhtar Donetsk e ha messo a segno il suo terzo sigillo stagionale, casualmente per la terza volta all’Olimpico e sotto la Curva Sud. Un caso, appunto, ma chissà che non sia di buon auspicio. Nota leggermente stonata: il tridente offensivo. Cengiz Under non segna ma gioca una buona gara ed è attento anche in copertura ma non riesce a trovare gli spunti che lo hanno messo in vetrina in queste settimane anche se il suo incontro è sicuramente più che sufficiente. Stessa cosa non si può dire di Stephan El Shaarawy, chiamato a sostituire Perotti ma non prova mai a superare il diretto avversario, sì tosto come De Silvestri ma non proprio un esempio di concentrazione costante nei 90 minuti. Pochi guizzi per lui e partita anonima anche se cerca di rendersi utile quando il pallone è tra i piedi degli ospiti. Negativa, invece, la prestazione di Patrick Schick. Il ceco aveva l’occasione che cercava da inizio campionato: titolare incontrastato per 90' con fuori Dzeko per squalifica e Defrel non al meglio, era lui a dover trascinare la squadra alla vittoria ed invece anche stavolta fatica non solo a tirare in porta ma anche a tenere alta la squadra. Qualche giocata di livello la fa perché la tecnica è indiscutibile ma sembra un corpo estraneo e la Roma ha bisogno di un centravanti che possa far rifiatare il bosniaco o che possa aiutare il numero 9 giallorosso quando le partite non si mettono come sperato. Tutti a Trigoria dicono che ha i mezzi del campione e che bisogna solo aspettare e la piazza romana con lui (a parte qualche mugugno) è ben disposta ma prima o poi dovrà mostrare il suo valore, altrimenti cominceranno a fioccare paragoni pesanti e critiche severe sia per lui che per la società che ha fatto un grande sforzo per acquistarlo. Il tecnico Di Francesco si è dimostrato lucido in questo match non facendo un turnover massiccio come in Coppa Italia in vista della Champions League di martedì, ha dato la scossa cambiando modulo in corsa, ha gestito il minutaggio di alcuni interpreti, è stato perfetto nei cambi, ha dato freschezza al centrocampo con l’ingresso di Gerson e Pellegrini. Questo è l’atteggiamento giusto per prepararsi a quella che sarà un’altra giornata intensa e particolare per il popolo giallorosso, chiamato a raccolta al fischio finale dalla squadra per il ritorno degli ottavi contro lo Shakhtar. Sarà un match da e per romanisti e bisognerà cantare e lottare per tutta la gara insieme alla squadra, per spingerla dove ad inizio stagione nessuno pensava potesse arrivare. Dulcis in fundo, un pensiero per un calciatore ma soprattutto un uomo come Davide Astori, che nell’estate 2014 scelse la Roma, che ha sempre dimostrato coi suoi atteggiamenti di esser una bella persona, che se n’è andato troppo presto in un modo così inspiegabile e che è stato ricordato con un meraviglioso, assordante e commovente silenzio da tutto lo stadio Olimpico. Sulla maglia della Roma non c’era il lutto al braccio ma una patch con scritto “Ciao Davide” e questo è un modo bellissimo per ricordarlo così come il grande calore che Firenze e non solo gli ha dato il giorno del suo funerale.

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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