In punta di penna

La Roma vince soffrendo grazie al talismano Dzeko

condividi su facebook condividi su twitter 20-08-2018

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La Roma vince soffrendo grazie al talismano Dzeko

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - Dzeko-gol e la Roma porta a casa i primi 3 punti pesantissimi in casa del Torino. Il calciomercato ha emesso i suoi verdetti (almeno per ciò che riguarda i giocatori in entrata, visto che Gonalons è appena sbarcato a Siviglia) ed ora tocca al campo, finalmente. Non c’è più Nainggolan, giocatore molto amato dalla piazza giallorossa ma che la dirigenza ha preferito cedere in accordo col tecnico, per motivi caratteriali, per età e per caratteristiche tattiche nel gioco di Di Francesco; è stato venduto anche Alisson (quasi 75 milioni entrati nelle casse romaniste, bonus inclusi), perdita pesante perché ormai è quasi unanimemente considerato uno dei primi 5 portieri al mondo ma a quella cifra era difficile dire di no.

Contro i granata, in pratica, gli unici volti nuovi partiti dal primo minuto erano i loro sostituti, Olsen e Pastore. Il portiere svedese, inoperoso per i primi 45’ dove ha subito solo il tiro di Rincon che ha scheggiato la traversa, ha cominciato a scaldare le mani ad inizio ripresa e la prima parata non è stata proprio di grande livello, anzi. Sul tiro di Baselli, l’ex Copenhagen ha tentato di bloccare la sfera, che gli è sfuggita dalle mani ma per sua fortuna il pallone è terminato fuori e non in rete. Poco dopo, Iago Falque lo aveva beffato e lui non era totalmente incolpevole essendosi fatto passare il pallone sotto le gambe anche se ila conclusione era abbastanza forte e ravvicinata. La sorte è stata dalla sua e dalla parte di tutti i romanisti perché la Var ha stabilito che la posizione di Meite, al momento di ricevere il pallone, era oltre la linea dei difensori, trovandosi così in fuorigioco e quindi l’assist per lo spagnolo era irregolare ed il punteggio è rimasto invariato. Da lì in poi, però, Olsen ha sfoggiato 3-4 interventi pregevoli salvando il risultato, sino a quando Dzeko non ha regalato la vittoria alla Roma con una magia. Male, invece, Pastore. Il ritorno in Italia dell’argentino non è stato dei migliori: è vero che “El Flaco” deve adattarsi alla posizione di mezzala, è vero che deve riprendere il ritmo-partita e del calcio nostrano ma la sua prova è parsa incolore ed ogni volta che è stato chiamato a fare una giocata, ha perso sistematicamente un tempo di gioco. Prima di venire sostituito, ha avuto l’occasione per portare in vantaggio i suoi ma il suo tiro (comunque ben indirizzato e a Siirgu battuto) è stato respinto in scivolata da Baselli.

Diversi giocatori hanno sofferto il caldo e sono sembrati fuori forma, in particolare Fazio, non attento come in tante altre circostanze ed in un paio di occasioni ha provocato delle ripartenze bloccate da Manolas o terminate con tiri respinti da Olsen. Stesso discorso vale per El Shaarawy, un pesce fuor d’acqua come fosse all’esordio in giallorosso, giustamente sostituito a metà ripresa, giocando forse una ventina di minuti di troppo. Lo stesso Dzeko non aveva disputato un buon match, nonostante il solito impegno profuso in campo sia in fase di ripiegamento che quando la Roma aveva la palla ma non era il solito giocatore sotto porta. Poi, ad un quarto d’ora dalla fine tutto è cambiato per lui. Quando ha capito che il gioco si faceva duro, ha cominciato a fare sul serio. Prima ha colpito il palo di testa con l’estremo difensore granata che ha potuto vedere solo la palla finire sul montante alla sua sinistra e ringraziare il cielo ma ad un minuto dal 90’, il bosniaco ha sfornato uno splendido pallonetto che l’ex PSG è riuscito solo a toccare ma non a deviare.

Partita in calando per Kolarov, che ha risentito della temperatura, del mondiale giocato e certamente anche dell’avversario insidioso dalla sua parte (prima De Silvestri e poi l’ex Chelsea Aina) che lo hanno impensierito e costretto a rimanere più accorto. Buona soprattutto la prova del 23enne inglese di origine nigeriana, dotato di buona corsa e che rientrando sul sinistro, costringeva il terzino giallorosso a contrastarlo sull’anticipo. Buono l’incontro di Florenzi, De Rossi, Strootman ed Under, che si sono meritati una sufficienza ampia, in particolare la prima ora del turco è stata di pregevole fattura, pur calando un pò prima della sostituzione. Il terzino destro romanista ha dato una spinta non indifferente alla manovra dal suo lato e le sovrapposizioni con l’esterno alto a destra sono state molto importanti. Suo il tiro verso la fine del primo tempo dal limite dell’area di controbalzo che aveva superato Sirigu ma che è stato respinto da N’Koulou. Tanta sostanza messa dal capitano della Roma e dall’olandese, che hanno alzato una buona diga in mezzo al campo, anche se non sono stati supportati da Pastore, avulso dal gioco e non sempre attentissimo in fase difensiva.

Perfetti tutti e 3 i cambi effettuati dal tecnico romanista anche se Cristante e soprattutto Kluivert potevano giocare qualche minuto in più. L’ex atalantino ha aggiunto muscoli e sostanza a centrocampo, dimostrando di non esser solo bravo negli inserimenti ma anche quando la squadra deve andare in pressing ed in più ha recuperato 2-3 palloni importanti negli ultimi minuti. L’ex Ajax, invece, è stato il vero ago della bilancia del match, quello che un tempo veniva chiamato “lo spaccapartite”. Il suo ingresso in campo, prima sul fronte destro e poi su quello sinistro dell’attacco, ha dato la svolta alla gara. Accelerazioni, assist filtranti (tipo quelli a Dzeko o a Pastore) e soprattutto lo splendido cross ben calibrato per la rete della vittoria firmata ancora una volta dal centravanti bosniaco, arrivato a quota 74 in maglia giallorossa. Ultimo quarto d’ora anche per Schick, che si è andato a posizionare sulla fascia destra offensiva, dove lo scorso anno si era trovato a disagio ed invece contro il Torino ha mostrato di poterci stare se la condizione psico-fisica glielo permette. Non è il ruolo ideale per il ceco, che infatti ha perso anche qualche pallone da quella parte, ma in emergenza e se ha la testa giusta, può esser un’alternativa in più.

La Roma ha vinto ma per alcuni non ha convinto, esattamente come lo scorso anno contro l’Atalanta a Bergamo ma ad inizio stagione, con i nuovi ancora in rodaggio ed altri ancora non in forma, contava più fare bottino pieno che lasciare una buona impressione. Per quella ci sarà tempo, come ci sarà tempo per Mirante, Santon, Marcano, Bianda, Luca Pellegrini, Karsdorp, Coric, Zaniolo, Nzonzi di mettersi in mostra o di vedere nuovamente all’opera Juan Jesus, Lorenzo Pellegrini e Perotti senza pensare che avendo preso questo, quello giocherà di meno o esploso questo, quell’altro sarà relegato in panchina. La rosa è ampia, la stagione è lunga e si spera sarà lunghissima e servono tutti e tutti dovranno e potranno dimostrare il loro valore. Come ha detto Di Francesco in conferenza stampa, ad esempio, Pastore crescerà e farà divertire e soprattutto non bisogna porsi limiti, il percorso Champions della scorsa stagione dovrebbe aver insegnato qualcosa, almeno a chi non critica per partito preso.

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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