In punta di penna

Ma la Roma dove sta?

condividi su facebook condividi su twitter 26-02-2018

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Ma la Roma dove sta?

La Roma perde in casa 2-0 contro il Milan e la cosa, purtroppo, non fa più tanto notizia. Erano 14 anni che i giallorossi non perdevano 5 volte in una stagione tra le mura amiche e non essendo finito il campionato, questo triste primato è ancora superabile. Questa la sintesi di un 2018 iniziato calcisticamente sotto presagi non certo dei migliori. Contro gli uomini di Gattuso, la Roma ha mostrato tutte le sue debolezze, sia difensive che offensive. Da qualche giornata, mister Di Francesco ha provato a dare una svolta alla stagione facendo un compromesso con il gruppo e tornando al 4-2-3-1 che i ragazzi sentono più congeniale. Ma basta questo per cambiare le cose? Le 3 gare vinte contro Verona, Benevento ed Udinese avevano illuso qualcuno che si potesse esser superata la crisi che andava avanti da dicembre ma così non è. I giallorossi hanno disputato un ottimo primo tempo a Kharkiv in Champions League con lo Shakhtar Donetsk ma sono poi spariti nella ripresa e questa sensazione di smarrimento si è avvertita appena iniziato il match con la formazione meneghina. La Roma sembrava non esser mai scesa in campo, mai un pericolo per la porta di Donnarumma, quasi uno spettatore non pagante. La manovra è sempre stata lenta e farraginosa soprattutto a causa di un immobilismo totale dei giocatori senza palla, ad eccezione di Perotti, l'unico a cercare di liberarsi dalla marcatura per ricevere il pallone, gli altri latitavano e si nascondevano dietro i centrocampisti milanisti. Arrivato il pallone all’argentino (e non sempre perché spesso difensori e centrocampisti giallorossi venivano intercettati prima), nessuno provava a dettare un passaggio e l’ex Genoa era costretto al dribbling per creare superiorità numerica ma veniva costantemente raddoppiato e chiuso. E’ vero quando il gioco non c’è, ci si può affidare ai singoli ma in generale la Roma attuale non ha nè Messi nè Totti a togliere le castagne dal fuoco ed in particolare, in questo momento, anche i cosiddetti “leader” non svolgono neanche l’ordinaria amministrazione. Da un mese a questa parte, l’unico giocatore di movimento che ha visto crescere le sue quotazioni è un ventenne arrivato dalla Turchia che sembrava ancora immaturo per il nostro calcio ed invece ora dovrebbe caricarsi la squadra sulle spalle. Di Francesco ha parlato esplicitamente di “mancanza di personalità” e queste sono parole molto gravi che però hanno una reale corrispondenza con quanto si vede in campo. Certo, il trainer abruzzese non è esente da colpe: non si può pensare di rimediare ad un punteggio negativo inserendo ogni volta un’altra punta e passando al 4-2-4, modulo che si è sempre dimostrato inefficace alla causa e che non porta neanche tanta fortuna, poiché è quello utilizzato da Ventura e che non ha permesso agli Azzurri di andare ai Mondiali di quest’estate. Bisogna trovare delle alternative valide sia nel modulo che nei giocatori ma anche negli schemi che o non vengono provati (ed a questo non credo) o non vengono recepiti. Se Nainggolan, Florenzi, Dzeko, Kolarov e Strootman non sono in condizione, si devono lasciare in panchina anche contemporaneamente per qualche gara anche a costo di fare brutte figure, poiché non è che la loro presenza tra i titolari stia producendo gli effetti sperati. La “personalità” di cui parla Di Francesco la dovrebbe dimostrare anche lo stesso allenatore della Roma e fare scelte drastiche in una situazione che sta sfuggendo di mano e che rischia di vedere i giallorossi fuori dalla Champions League pur avendo una rosa sulla carta superiore sia alla Lazio sia all’Inter che al Milan ma quando poi si scende sul terreno di gioco, tutto questo lo deve dimostrare. Al termine dell’incontro con i rossoneri, la Curva Sud ha intonato il classico coro “tifiamo solo maglia”, proprio per dimostrare lo strappo ormai evidente tra squadra e pubblico. Siamo lontani dal post Roma-Qarabag, quando giocatori e tifosi aspettarono insieme il termine dell’altra gara del girone di Champions League tra Chelsea ed Atletico Madrid per festeggiare tutti uniti il passaggio del turno come leader… Oggi, la Roma ha perso identità di gioco e si è incartata su se stessa. A questo punto, la stessa Curva Sud chiederebbe: “Ma la Roma dove sta?”.

Fonte: A cura di Massimo De Caridi

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