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INSIDE PREMIER - Tutto invariato in vetta. Crollo pasquale per Arsenal e United

condividi su facebook condividi su twitter 23-04-2019

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INSIDE PREMIER - Tutto invariato in vetta. Crollo pasquale per Arsenal e United

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - Il City vuole subito scrollarsi dalle spalle le scorie sportive e soprattutto mentali dell'uscita dalla Champions, e già dopo 5 minuti si porta avanti: Bernardo Silva taglia da destra a sinistra e libera un cross profondo per Aguero, il Kun appoggia di testa al centro per Foden che non ha problemi a spedire il pallone in rete. Il pallone del fondamentale vantaggio City e del primo gol della carriera in Premier League per il classe 2000. Il Tottenham, colpito a freddo, non ci sta: al 14' Eriksen sbuca tra Stones e Laporte costringendo Ederson alla grande parata, al 17' ancora il danese lancia Son in campo aperto, ma l'azione viene vanificata da una strepitosa chiusura di Laporte. Al 20' l'Etihad Stadium rumoreggia per un contatto tra Bernardo Silva e Vertonghen in area, quindi al 35' lo stesso Bernardo riesce a rientrare sul sinistro in una selva di gambe, ma Gazzaniga blocca a terra. A fine tempo, quindi, si rivedono i londinesi: dopo una lunga trama dei Lilywhites, al 40' Foyth lascia partire una palla tesa dalla destra, ma a centro area Lucas Moura arriva in ritardo e Ederson blocca il pallone. A pochi istanti dall'intervallo arriva quindi un clamoroso contropiede di Son, che semina quattro avversari ma Ederson in uscita gli dice di no. La ripresa si apre con un City che attacca in maniera inferocita e un po' disordinata, con gli ospiti che riescono a resistere all'onda d'urto. Ma la novità più importante è l'assenza di Kevin de Bruyne, fermatosi per un problema muscolare dopo una conclusione tentata nel primo tempo e costretto a lasciare il posto a Fernandinho. In particolare sono Aguero e Foden a costruire le occasioni più nitide nei primi, intensissimi 5 minuti del City, ma il Tottenham resiste. Al 57' è quindi Gundogan a non sfruttare un calcio di punizione. Gli Sky Blues propongono un insistito possesso palla, con il Tottenham che fatica a rendersi pericoloso e ogni tanto rischia anche qualcosa, come al 71' quando Gundogan premia l'inserimento di Sané a sinistra e sul cross di quest'ultimo Sterling tira a botta sicura, trovando la deviazione d'istinto di Gazzaniga. Negli ultimi dieci minuti, però, improvvisamente la paura inizia a serpeggiare tra gli Sky Blues, tanto che il Tottenham torna a presentarsi dalle parti di Ederson. In particolare Lucas Moura sfiora due volte un gol che rappresenterebbe una nuova terribile beffa per il City, ma il risultato non cambia più. E questa volta la vittoria per gli uomini di Guardiola vale. E anche molto.

Bel match all'Olympic Stadium di Londra. Il West Ham passa in vantaggio dopo 37 minuti grazie a un colpo di testa di Michail Antonio. Le Foxes pareggiano i conti al 67' con Jamie Vardy, che realizza un tipico gol da rapace dell'area di rigore, aggredendo il primo palo, inserendosi tra Ogbonna e Balbuena e fulminando Fabianski con la punta dello scarpino. La squadra di Pellegrini sigla il 2-1 all'82' con Lucas, ma si fa sorprendere da un inserimento di Barnes nel secondo minuto di recupero. In classifica, Leicester ottavo a 48 punti, West Ham undicesimo con 43. 

I Magpies di Benitez conquistano la seconda vittoria consecutiva e la quasi certezza aritmetica della salvezza: mancano in teoria due punti, ma basterebbe il k.o. del Cardiff contro il Liverpool. Il protagonista della serata è Ayoze Perez, che firma una tripletta. Al 27' è bravo a difendere il pallone con il corpo e a trovare un diagonale che non lascia scampo a Gunn, al 31' sfrutta il gran lavoro sulla sinistra di Rondon e in scivolata sigla il 2-0. Il tris arriva a quattro minuti dal 90': Perez è fortunato e opportunista a deviare in rete il colpo di testa di Ritchie. Per i Saints inutile il primo gol in campionato dell'ex juventino Mario Lemina, arrivato al 59'. In classifica il Newcastle è dodicesimo con 41 punti, il Southampton rimane a +5 sul Cardiff.

Il Brighton interrompe la striscia di cinque sconfitte consecutive e trova un punto importante in chiave salvezza contro i Wolves. Per i Seagulls il protagonista è il portiere Mat Ryan, prodigioso prima su Diogo Jota e poi, due volte, sul belga Dendoncker. Gli ospiti conducono un match in trincea e sono poco pericolosi in fase offensiva: d'altronde, non segnano da 570 minuti. Per i Wolves sono certamente due punti persi che valgono il sorpasso in classifica del Watford. Il Brighton è a +3 sul Cardiff.

Il Fulham coglie la seconda vittoria consecutiva in campionato. Ma è tutto inutile: i Cottagers sono da tempo retrocessi. Dopo il 2-0 all'Everton ecco la vittoria di misura in casa del Bournemouth, anche questa ottenuta senza che la peggiore difesa della Premier League subisca gol. Una beffa nella beffa. Il protagonista del blitz esterno è Mitrovic, forse l'unico a salvarsi nella stagione disastrata dei londinesi. L'attaccante serbo si guadagna un rigore e lo realizza al 53', esultando alla Luca Toni. Per il Bournemouth è una sconfitta indolore: la squadra di Howe è tredicesima a 41 punti. Manca solo la matematica per la salvezza. 

Prosegue il grande campionato del Watford, che vince in casa dell'ultima in classifica, il già retrocesso Huddersfield. Gli ospiti impiegano solo 4' per passare in vantaggio: è Deulofeu ad aprire le danze con un morbido destro a giro sul secondo palo. Sempre l'ex Milan raddoppia al 79', sfruttando una corta respinta del portiere avversario. L'Huddersfield accorcia le distanze con Grant nell'ultima azione, al 93'. Il pubblico esulta e applaude, malgrado sia un gol inutile in una stagione da dimenticare.

Partenza a raffica per l’Everton nel match pasquale contro lo United. All’11’ De Gea risponde bene al destro di Richarlison, che si era liberato della marcatura di Fred e che poi sulla ribattuta manda fuori. Lo stesso attaccante brasiliano sblocca comunque il risultato appena due minuti più tardi: Digne dalla sinistra mette a centro area per la deviazione di Calvert-Lewin, che si trasforma in un assist per Richarlison, la cui mezza rovesciata trafigge De Gea sotto la traversa. Grande coordinazione dell’ex Watford. Lo United soffre molto gli attacchi avversari, soprattutto sulla corsia di sinistra. Il primo squillo dei Red Devils arriva al 20’ con un lancio di 70 metri di Pogba per Rashford che prova a colpire con l’esterno destro ma spedisce il pallone alto sopra la traversa. Ma i Toffees non ci stanno e al 28’ raddoppiano: contropiede orchestrato da Gueye, palla per Sigurdsson che evita Matic (troppo passivo nell’occasione) e trafigge De Gea con un gran destro preciso dalla distanza che si insacca nell’angolino basso. Qualche responsabilità per il portiere spagnolo, che replica in parte il brutto errore di Barcellona, partendo in ritardo e facendosi sorprendere, probabilmente perché impallato da Smalling. Primo tempo assolutamente dominato dall’Everton, che sfiora il 3-0 con un tiro di Richarlison bloccato da De Gea, attento in questa circostanza. 3-0 che comunque arriva a inizio ripresa, quando al 56’ Digne lascia partire uno splendido sinistro di prima intenzione dal limite, che buca nuovamente un pietrificato De Gea, anche se forse Zouma era in fuorigioco attivo. Everton assolutamente trascinante. La formazione di Solskjaer va definitivamente al tappeto al 63’, quando Walcott in contropiede scappa in campo aperto e beffa il portiere con un rasoterra preciso. Pessima sconfitta per il Manchester United (la terza consecutiva in trasferta) che rischia ora di vedersi allontanare la zona Champions, in attesa dell’importantissimo derby contro il City di mercoledì prossimo all’Old Trafford.

Dopo un inizio non particolarmente semplice del Liverpool, con il Cardiff che si era reso pericoloso con Hoilett (chiuso bene da Robertson) la squadra di Klopp preme l’acceleratore e crea diverse occasioni. Al 22’ Firmino si divora l’1-0 quando, servito da Mané a tu per tu con Etheridge, calcia incredibilmente alto con il sinistro. Alla mezz’ora Mané anticipa Morrison sul primo palo, sul cross dalla destra di Alexander-Arnold, ma spara alto. Poco dopo Salah, lanciato da Henderson, si libera di Manga e calcia a botta sicura a tu per tu con Etheridge, bravissimo a salvarsi con i piedi deviando in calcio d’angolo. Al 36’ l’egiziano spreca tutto in contropiede, facendosi fermare in campo aperto da Manga, agile nel temporeggiare e a fermare l’attaccante dei Reds. L’ultima opportunità del primo tempo arriva allo scadere a firma dei gallesi: sugli sviluppi di un calcio d’angolo Camarasa colpisce malissimo con il destro, ma il suo tiro si trasforma in un assist per Niasse che devia da due passi e trova la reattività di Alisson, che alza sopra la traversa. Il Liverpool torna alla carica nella ripresa con Manè che, in area dalla destra, finge di crossare e invece va al tiro con un destro a giro che termina di poco alto. Al 56’ arriva il meritato vantaggio dei Reds: sul corner da destra di Alexander-Arnold battuto basso, Wijnaldum, dimenticato dalla difesa del Cardiff, batte Etheridge con un destro di prima intenzione sotto la traversa. Henderson si mangia il 2-0 poco dopo, calciando alto il traversone a centro area di Mané. Morrison non riesce a insaccare in tuffo di testa dopo un’uscita a vuoto di Alisson, ma è sempre la squadra di Klopp a dominare. Un numero di Mané porta Salah a calciare di prima intenzione con il sinistro, ma altissimo. Poi all’81’ il Liverpool chiude il match su rigore: Salah entra in area e subisce un’evidente trattenuta da parte di Morrison, Milner dal dischetto spiazza il portiere. I Reds tornano in testa alla Premier League a +2 dal Manchester City, che recupererà la partita in meno mercoledì prossimo nel derby contro lo United all’Old Trafford.

Clamoroso all'Emirates, passa il Palace. Al 5’ una punizione pericolosa battuta dal Crystal Palace viene ben intercettata da Guendouzi. Al 14’ Mustafi riesce a salvare un colpo di testa di Kelly sul secondo pallo che rischiava di mettere in difficoltà Leno sugli sviluppi di un calcio d’angolo di Dann. Sono due segnali di avvertimento per l’Arsenal, che infatti capitola al 17’: Benteke schiaccia di testa in posizione regolare la punizione di Milivojevic dalla destra e, non marcato da nessuno, infila il portiere tedesco, che avrebbe potuto intervenire meglio. La reazione dei Gunners tarda ad arrivare; Aubameyang e Lacazette non trovano i varchi giusti per attaccare. Alla mezz’ora la prima vera possibilità per il pareggio arriva sulla testa di Mustafi che non trova la porta di poco sul corner di Ozil. Al 43’ Leno compie un doppio salvataggio su Kouyate, che aveva la possibilità di chiudere quasi i conti. Così l’Arsenal trova il pareggio subito a inizio ripresa grazie a Ozil, che infila sul primo palo Guaita sfruttando al meglio l’assist di Lacazette. Il gol, che teoricamente avrebbe dovuto dare la carica ai padroni di casa, fa invece prendere coraggio agli ospiti che tornano in vantaggio al 61’: Mustafi si perde completamente Zaha dopo un lancio lungo, l’ivoriano approfitta dell’errore del difensore ex Sampdoria con un rasoterra che termina alle spalle di Leno. Le Aquile prendono il largo e trovano addirittura l’1-3, con MacArthur che trova il tocco vincente dopo una bell’azione personale di Dann. Quando mancano 13 minuti alla fine, Aubameyang tenta di riaccendere la luce all’Arsenal con una rete capolavoro dal limite dopo avere saltato quattro calciatori avversari. Ma è troppo tardi per gli uomini di Emery, che sono costretti al ko casalingo, senza riuscire ad approfittare delle sconfitte di Tottenham e Manchester United in ottica Champions League. Il Chelsea domani può scavalcare i Gunners e piazzarsi al terzo posto davanti agli Spurs.

Fonte: INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI

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